-

Da finalista a vice direttore: Gaio protagonista anche senza racchetta

A soli 12 mesi dalla finale nella prima edizione del Piemonte Open Intesa Sanpaolo, Federico Gaio è allo Sporting in qualità di vice direttore del Challenger. Per ora è solo una parentesi in una carriera che andrà avanti, ma dice molto sulle sue intenzioni future. “Fiero di questa esperienza”

15 maggio 2024

Federico Gaio con Mauro Ricevuti, direttore del Piemonte Open Intesa Sanpaolo (foto Francesco Panunzio)

I tornei di tennis fanno parte della quotidianità di Federico Gaio da oltre vent’anni, nei quali è stato prima un bambino di talento, poi una giovane promessa e quindi un ottimo tennista, con un best ranking al numero 124 ATP e quattro titoli a livello Challenger. Ma non gli era mai capitato di viverne uno come la seconda edizione del Piemonte Open Intesa Sanpaolo, perché stavolta il pass che porta al collo non recita “giocatore” bensì “vice-direttore”, come braccio destro di Mauro Ricevuti alla guida di un evento degno del circuito maggiore, in quel Circolo della Stampa Sporting dove lo stesso Gaio si allena ormai da anni.

A rendere il tutto ancora più speciale, il fatto che nel 2023 a Torino il 32enne faentino si spinse fino in finale dopo essere addirittura partito dalle pre-qualificazioni, eliminando anche il favorito Sebastian Baez (oggi n.19 ATP). Solo un anno più tardi, rieccolo da protagonista, ma in una veste completamente diversa.

La scelta di non disputare il torneo per dirigerlo gli costerà parecchi punti nel ranking, perché – giusto specificarlo – la sua carriera è in pausa solo per un paio di settimane e riprenderà presto. Ma dice molto sulle intenzioni future di un ragazzo che ha sempre incantato per brillantezza, in campo e fuori. “Questa opportunità – ha raccontato – mi è stata offerta da Paolo Lorenzi e Sergio Palmieri (la coppia alla guida degli Internazionali BNL d’Italia, ndr) e ne ho subito approfittato”. Prima di arrivare a Torino ha fatto un po’ di esperienza proprio al Foro Italico, nei primi giorni del combined romano, e poi si è presentato allo Sporting pronto per la nuova avventura.

“Sono sempre stato curioso di scoprire il dietro le quinte di un torneo importante, quindi di farne parte. Si tratta di un’esperienza importante, della quale vado fiero”. Fa bene perché non l’hanno scelto a caso, bensì perché hanno intravisto in lui le qualità necessarie a un buon direttore. A Torino le sta dimostrando: nei rapporti coi giocatori, con lo staff e coi media; nella capacità di essere fra i primi ad arrivare al mattino e fra gli ultimi ad andarsene alla sera; e nella volontà di soddisfare le esigenze di tutti. Anche quando magari è necessario sporcarsi mani e scarpe di terra battuta, combattendo con le bizze del meteo che crea difficoltà a tutti. Direttore e vice-direttore per primi.

Dunque, come nel 2023 era stato (ampiamente) promosso in campo, Federico è promosso anche in altre vesti. “In futuro mi vedo come coach – ha detto ancora – ma anche la strada assaggiata a Torino non sarebbe niente male”.

Intanto, però, presto tornerà a vivere e pensare da giocatore. Oggi è numero 265 della classifica mondiale e potrebbe addirittura entrare nelle qualificazioni del Roland Garros al via lunedì (attualmente è fuori di una quindicina di posti), mentre nel prossimo aggiornamento del ranking sarà fuori dai primi 400, proprio in virtù dei punti del 2023 smarriti per assaggiare il futuro. Ma niente paura: le qualità per risalire ci sono tutte e la voglia anche, con l’obiettivo di riconquistare un posto nei primi 200. Per pensare a tutto il resto ci sarà tempo.

Federico Gaio in azione nella prima edizione del Piemonte Open Intesa Sanpaolo: arrivò in finale (foto Francesco Panunzio)

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti